D:E (2019 – )

DJ SET dedicato alle donne nella musica elettronica, alla divulgazione della loro opera e del loro pensiero.

“Every sound influences the body and mind. Most particularly… if the mind is open!”

Donne Elettroniche è un viaggio. Mettersi in viaggio significa essere in movimento, in divenire, uscire dall’immobilismo. Trasformarsi. Ci trasformiamo entrando in relazione, ristabilendo connessioni con ciò che pensiamo essere “altro” da noi, spesso con ciò che non conosciamo, che ci attraversa e infine, inevitabilmente, ci cambia.

Daphne Oram, donna elettronica tra le prime, nel suo An Individual Note of Music, Sound and Electronics del 1972 parla nei suoi testi di “vagabondare fiutando l’aria in tutte le direzioni”, mentre Rosi Braidotti, filosofa femminista tra le più brillanti del nostro secolo, teorizza sul come diventare soggettività nomadi e libere. Nel frattempo, in America, Donna Haraway delinea intrecci inediti tra donna e macchina fondando nuovi mix identitari, o non identitari, al ritmo incalzante della metrica di una delle sue frasi più celebri: “Meglio cyborg che dea!”.

È In quest’ottica che penso si debba ascoltare ed esperire Donne Elettroniche, un mix di suoni di artiste, compositrici, sound designer che hanno sfidato gli stilemi delle gabbie identitarie imposte dal patriarcato per scoprire nuovi e inediti percorsi di conoscenza, di trasformazione, di affermazione – che non è mai assoggettamento -, di potenza – che non è mai potere -.

In questa nuova rivoluzionaria “idea di resistenza nominata al femminile”, ecco lo spazio per una nuova rivelazione artistica. Una rivelazione a volte sconcertante, inattesa, visionaria, che esce dall’ordinario, mai allineata ma sempre al passo con i propri tempi, che guarda al futuro agendo nel presente. Dove, nello specifico, musica, tecnologia, quindi sperimentazione diventano nuovi assordanti ed eccitanti itinerari che ridisegnano i confini tra le discipline, tra le identità, disintegrandole, ricomponendole e disintegrandole ancora, in una tempesta molecolare sempre aperta e in azione.

Ciò che accomuna queste donne – verso cui nutro profonda e sincera gratitudine per aver aperto la strada a tutte le artiste della mia generazione – ognuna diversa dalle altre nel proprio personalissimo percorso, è stata ed è la capacità di imboccare nuove strade passo dopo passo, di crearsi le proprie regole, di aprirsi nuovi sentieri di viaggio, di mettere alla luce musiche straniere, o meglio, musiche altre, per riscoprire poi, in questa alterità, proprio se stesse.

Ogni vibrazione plasma un suono, ogni suono plasma un cambiamento. La musica è un invito al viaggio che non possiamo rifiutare, viaggio da cui torneremo remixate verso nuove e sorprendenti coordinate, pronte per partire di nuovo.